Perdere dati importanti è un incubo per ogni utente. Fortunatamente, Linux offre strumenti potenti, flessibili e gratuiti per creare **backup sicuri, automatici e affidabili**. In questa guida vedremo come fare backup totali, incrementali e differenziali, usando comandi come rsync, tar e cron, con script pronti all’uso e best practice per proteggere i tuoi file.
Tipi di backup: quale scegliere?
Esistono tre strategie principali:
- Backup totale (full): copia tutti i file ogni volta. Semplice, ma lento e dispendioso in spazio.
- Backup incrementale: dopo un backup totale, salva solo i file modificati dall’ultimo backup (totale o incrementale). Risparmia spazio e tempo.
- Backup differenziale: dopo un backup totale, salva tutti i file modificati dall’ultimo backup totale (non dall’ultimo incrementale). Più veloce del totale, ma usa più spazio dell’incrementale.
Per la maggior parte degli utenti domestici, una combinazione di backup totale settimanale + incrementali giornalieri è la soluzione ideale.
Strumenti fondamentali
rsync: sincronizza directory in modo efficiente (copia solo le differenze). Perfetto per backup incrementali.tar: crea archivi compressi. Ideale per backup totali “istantanee”.cron: automatizza l’esecuzione dei backup (vedi la nostra guida su crontab).find: utile per selezionare file per data o dimensione.
Esempio 1: Backup totale con tar
Crea un archivio completo della tua cartella home ogni domenica:
Salva questo script come /usr/local/bin/backup_totale.sh, rendilo eseguibile e pianificalo con cron:
Poi aggiungi a crontab -e:
Questo esegue il backup ogni domenica alle 2:00 AM e registra output ed errori.
Esempio 2: Backup incrementale con rsync
rsync è lo strumento perfetto per backup incrementali perché copia solo i file nuovi o modificati.
Opzioni:
-a: modalità archivio (preserva permessi, timestamp, ecc.)-v: output verboso--delete: elimina dal backup i file cancellati nell’originale (opzionale, ma utile per risparmiare spazio)
Pianifica questo script ogni giorno con cron:
Esempio 3: Rotazione automatica dei backup
Per evitare di riempire il disco, mantieni solo gli ultimi 7 backup:
Dove archiviare i backup?
Segui la regola del 3-2-1:
- 3 copie dei tuoi dati (originale + 2 backup)
- 2 supporti diversi (es. disco locale + disco esterno)
- 1 copia fuori sede (es. cloud, NAS remoto)
Opzioni comuni:
- Disco esterno USB
- Server NAS in rete locale
- Servizi cloud (con crittografia!)
- Altro computer via SSH (
rsync -e ssh)
Backup remoti con rsync + SSH
Per inviare backup a un server remoto in modo sicuro:
Configura l’accesso con chiavi SSH per evitare password (vedi la nostra guida su SSH).
Verifica e test dei backup
Un backup non verificato è inutile! Periodicamente:
- Controlla che i file siano integri.
- Prova a ripristinare una cartella di prova.
- Monitora i log (
/var/log/backup.log).
Alternative avanzate (facoltative)
Se hai bisogni complessi, considera questi strumenti:
- borgbackup: backup deduplicati, compressi e crittografati.
- restic: moderno, multipiattaforma, con supporto cloud.
- Timeshift: per backup di sistema (snapshot di root, non per dati utente).
Consigli finali
- Automatizza tutto con
cron. - Usa percorsi assoluti negli script.
- Non fare backup su una partizione dello stesso disco — se il disco muore, perdi tutto.
- Crittografa i backup sensibili prima di caricarli in cloud.
- Documenta la tua strategia in un file README nel backup.
Con questi strumenti e abitudini, i tuoi dati saranno al sicuro da guasti, errori umani o malware. Ricorda: non è questione di “se” perderai dati, ma di “quando”. Essere preparati fa tutta la differenza!
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